Consumo consapevole di pesce e salute: a Slow Fish i Master of food

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03 Maggio 2017

Si avvicina Slow Fish e l’evento biennale organizzato da Slow Food, dedicato al mare e alla pesca sostenibile. Tra gli appuntamenti in programma dal 18 al 21 maggio al Porto Antico di Genova, c’è anche Master of Food, ovvero l’approfondimento che coniuga informazione con la degustazione.

I posti sono limitati ed è obbligatorio prenotare inviando un’e-mail a prenotazioni.educazione@slowfood.it. Ecco le date e gli orari: da venerdì 19 a domenica 21 alle 10.30, nella saletta didattica di Eataly Genova, dietisti e chef raccontano come coniugare cibo e salute; venerdì 19 e sabato 20 alle 18, nello stand Quality Beer Accademy, i giovani sono invitati a mettere alla prova i propri sensi, in una vera e propria palestra di gusto.

Nel dettaglio venerdì 19 Ma c’è pesce per tutti? Stando alle raccomandazioni dietetico-nutrizionali si dovrebbe consumare più pesce per le sue proteine ad alto valore biologico, alta digeribilità e leggerezza delle fibre, e per il contenuto di omega 3. Dall’altro lato si sa che, continuando con le attuali pratiche di pesca, le riserve di pesce saranno gravemente impoverite nel corso dei prossimi 40 anni. Già oggi, nei mari europei, poco più del 10% degli stock è a un livello accettabile. Sono dunque raccomandazioni sostenibili per l’ambiente o dovremmo rivedere qualche falso-mito? Forse è giunta l’ora di svecchiare e rendere più pratica la dieta mediterranea come esempio di dieta sostenibile. Come? Valorizzando le fonti alternative di omega 3, i pesci stagionali e a ciclo vitale breve, poco conosciuti e meno costosi, per i quali il prezzo non corrisponde di certo al valore nutrizionale.

Sabato 20 è la volta di Nutrizione e… non pesci, per scoprire quali alternative offre il mare per esaltare il piacere e mantenerci in salute, senza intaccare gli ecosistemi acquatici: meduse e alghe, molluschi e crostacei, occorre solo liberare la fantasia in cucina. Con un approccio consapevole e pratico nella scelta del pescato, chef e dietisti sfatano il falso mito sul basso valore energetico dei “non pesci” e ricordano che queste specie hanno un ciclo di vita breve, apportano elementi essenziali biodisponibili e hanno un basso impatto ecologico anche in acquacoltura.

Chiudiamo domenica 21 con Pesci di plastica in cui si rifletterà sugli effetti della plastica sulla salute umana, anche quella che arriva tramite i pesci. L’allarme sulle microplastiche (secondo uno studio dell’Università di Siena, i mari italiani contano 250.000 frammenti di microplastiche per chilometro quadrato) sta mano a mano crescendo, tuttavia non sono ancora state prese misure in grado di contrastare il loro smodato utilizzo nella vita di tutti i giorni e di conseguenza la loro presenza nei nostri mari. Al momento come ci si può difendere? Evitando le specie all’apice della piramide alimentare e a ciclo vitale lungo, che accumulano nelle loro carni contaminanti e microplastiche, come tonno, spada e salmone. Al loro posto possiamo imparare a cucinare (e apprezzare) le specie dal ciclo vitale breve, come la palamita e l’occhiata, che non accumulano molti inquinanti e si riproducono più velocemente.

Fonte : http://liguria.bizjournal.it

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